Domande e risposte

Commissione dottrinale – International Catholic Charismatic Renewal Services

Anno 2013

 

Paolo insegna che chiunque diventa discepolo di Cristo, deve “deporre l’uomo vecchio con la condotta di prima, l’uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici. Dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (Ef 4,22- 24). Il battesimo nello Spirito Santo è una grazia grande, una potenza conferita per continuare nella conversione e santità. Tutti i cristiani, ma i responsabili in particolare, devono essere persone di santità, integrità e buon carattere. Devono essere ragionevoli, riflessivi e altruisti, e devono evitare ogni impurità, idolatria, odio, gelosia, ira, rivalità e orgoglio. S. Paolo insegna che un responsabile, “come amministratore di Dio, dev’essere irreprensibile: non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, pio, padrone di sé, attaccato alla dottrina sicura, secondo l’insegnamento trasmesso, per essere in grado di dare istruzioni nella sana dottrina e di confutare coloro che la contraddicono” (Tito 1,7-9). Paolo condanna con forza una vita disordinata come schiava delle tendenze egoistiche della carne (Gal 5,19-21; Ef 4,17-19), che sono contrarie al frutto buono prodotto dallo Spirito (Gal 5,22-23). Se un responsabile di un gruppo di preghiera o comunità vive nel disordine morale, questo addolora lo Spirito Santo, blocca la crescita spirituale dei membri e crea disunità. I peccati ai quali possono esser tentati i responsabili comprendono l’orgoglio, l’ipocrisia, vantarsi, la bramosia in tutte le sue forme, l’amore al denaro, i possedimenti materiali, e gli onori, il rifiuto di sottomettersi all’autorità legittima della Chiesa. I responsabili devono guardarsi in particolare dall’orgoglio, che può manifestarsi quando si affida una responsabilità eccessiva ai nuovi convertiti, o si fanno esercitare dei carismi considerati prestigiosi come profezia, parole di conoscenza e guarigione. Ricordate che l’esercizio dei carismi non dimostra la propria santità o maturità. L’orgoglio può portare a criticare gli altri, a sfidare l’autorità e a rifiutare i rimproveri. Critica e giudizio possono a loro volta distruggere l’armonia in un gruppo. Allo stesso modo, l’attaccamento ai beni materiali, l’invidia o il desiderio di arricchire rapidamente sono trappole che assoggettano la persona alla morsa dell’idolo “mammona”. Quando un fratello tra i responsabili compromette la purezza sessuale (con l’adulterio, la convivenza o la pornografia), provoca grave scandalo che può portare a peccati persino più gravi come la corruzione dei giovani con la parvenza dell’accompagnamento spirituale.
 
Talvolta al responsabile di un gruppo di preghiera manca il discernimento ed espone la comunità a influenze spirituali contrarie all’insegnamento della Chiesa Cattolica. Per esempio, se frequenta chiese non cattoliche, potrebbe essere esposto a gruppi contagiati dallo spiritualismo che sperimentano false profezie, false visioni, doni di guarigione e liberazione contraffatti e false lingue. Satana, inoltre, tenta i responsabili con i peccati di omissione: mancanza di pentimento, negligenza nel leggere la parola di Dio, lassismo nella preghiera, pratica inadeguata dei sacramenti, resistenza allo Spirito Santo, propensione a esser guidati da messaggi mistici e visioni, anziché camminare in fede, e compiacenza spirituale.  

 

 

La risposta al comportamento disordinato

 

Gesù ha descritto come praticare la correzione fraterna (Mt 18,15-18), che può richiedere misure disciplinari per proteggere la comunità. La correzione fraterna deve iniziare dalla preghiera, intercedendo per l’individuo e chiedendo a Dio la saggezza nell’accostarsi all’argomento. Per essere efficace, la correzione fraterna va fatta con umiltà (vedi Mt 7,3-5), e noi dobbiamo perdonare in anticipo l’errore trattato; altrimenti il processo degenererà in un’inutile accusa. Ecco alcuni esempi concreti: ▪ Un fratello che aveva praticato l’idolatria e l’occulto si convertì e si impegnò con entusiasmo a servire il Signore. Poco dopo, fu nominato pastore del gruppo di preghiera, dove si assicurò che i nuovi venuti ricevessero formazione spirituale. Ma non aveva rinunciato a tutte le sue pratiche spiritualiste: le usava durante le preghiere di liberazione. Questo sincretismo fu disastroso. Dopo il discernimento da parte del principale gruppo diocesano, questo fratello fu richiamato all’ordine dall’assistente spirituale e istruito perché smettesse queste pratiche tenebrose. Pregarono su di lui davanti a Gesù-Eucaristia. Egli promise di obbedire, ma non lo fece perché pensò che fossero gelosi dei suoi doni. Fu denunciato e sospeso dai suoi incarichi di pastore. La decisione fu comunicata alla parrocchia. ▪ Un altro fratello incaricato della formazione nel gruppo di preghiera aveva relazioni inappropriate con le donne. Nonostante gli evidenti carismi che contribuivano a mantenerlo nella sua posizione, i responsabili lo allontanarono dalla sua funzione e lo sostituirono. ▪ Altri responsabili furono allontanati per aver sottratto denaro al gruppo o per pratiche fraudolente.  

 

Conclusione

 

La correzione fraterna non sempre dà i risultati desiderati, anche se fatta in un contesto d’amore e fratellanza. Quando i responsabili, accecati dall’orgoglio, non si preoccupano più di esser causa di confusione o scandalo, è necessaria una conversione sincera, perfino una preghiera di liberazione, che apra loro il cuore. In realtà, solo lo Spirito Santo ci convince del peccato, ci porta alla maturità spirituale e ci dà il timore di Dio e l’autodisciplina per obbedire alla Parola di Dio.

         

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