Domande e risposte

Commissione dottrinale – International Catholic Charismatic Renewal Services

Anno 2011

 

Davvero Dio vuol dare il dono delle lingue a tutti, o solo ad alcuni? A prima vista l’insegnamento di san Paolo su questo argomento pare ambiguo. In 1 Corinzi 12 Paolo menziona lingue e profezia assieme ad altri doni, e afferma che non tutti i cristiani ricevono gli stessi doni (12:29-30). Ma in 1 Corinzi 14,5 Paolo dice: «Ora io vorrei che tutti parlaste in lingue, ma molto più che profetizzaste». Più avanti, nello stesso capitolo, egli parla della possibilità che tutti parlino in lingue (14,23) e che tutti profetizzino (14,31). Come risolvere questa apparente contraddizione?

La risposta sta nel capire le diverse funzioni del dono delle lingue. Le lingue possono servire: primo, da segno della presenza dello Spirito (come la comparsa delle lingue nel libro degli Atti quando i fedeli ricevono lo Spirito); secondo, come linguaggio di preghiera valido per la propria crescita spirituale (1 Cor 14,4.18); e, terzo, come mezzo profetico per rivolgersi alla comunità quando è accompagnato dal carisma dell’interpretazione (1 Cor 14, 27-28). Paolo indica che il terzo uso, cioè rivolgere un messaggio alla comunità (accompagnato dall’interpretazione) è solo per alcuni, mentre il secondo uso, le lingue come linguaggio di preghiera, è a disposizione di tutti. A Pentecoste, per esempio, gli apostoli, Maria santissima e molti altri (circa 120 persone) “tutti parlarono in lingue come lo Spirito dava loro di esprimersi” (Atti 2,4). Ma continuarono a servire il Signore in una grande varietà di modi, con diversi carismi per la formazione del corpo di Cristo.

Molti responsabili del RCC possono testimoniare che se la gente desidera il dono delle lingue come linguaggio di preghiera e se si insegna loro come arrendersi ad esso, prima o poi ricevono questo carisma. Alcuni, per un malinteso o per la brutta esperienza di essere stati spinti a pregare in lingue, sviluppano un blocco per questo dono. In quei casi, è bene raccomandare che non si preoccupino delle lingue, ma che continuino semplicemente a cercare di aprirsi allo Spirito in altri modi. Alcuni finiranno per ricevere il dono delle lingue; altri sperimenteranno che lo Spirito li può usare potentemente in altri modi.

 

Come si può ricevere il dono delle lingue pregando da soli?

Mentre alcuni trovano più facile cominciare a pregare in lingue in un gruppo, ad altri è più facile farlo quando sono da soli. E allora che fare? Quando pregate e rivolgete la mente al Signore, chiedete l’aiuto dello Spirito. Poi smettete di pregare nella vostra lingua, e provate a rivolgervi a Dio pronunziando qualunque sillaba o suono vi esca dalla bocca. All’inizio può somigliare al balbettio di un bambino. Non vi preoccupate. Dio è contento come ogni papà umano che si delizia a vedere il proprio figlio o figlia che cerca di comunicare con lui!

Continuate a parlare al Signore, abbandonatevi e lasciate che crescano i suoni che escono dalla vostra bocca per Lui. A questo punto la più grande tentazione è quella di prestare troppa attenzione a cosa si sta facendo e ci si blocca; oppure si pensa: “di sicuro sono io, non lo Spirito Santo”, e di conseguenza si abbandona il tentativo. Continuate invece a pregare e il dono diventerà più chiaro e più forte. Pregate

in quel modo per cinque, dieci o quindici minuti al giorno. Dopo circa un mese, probabilmente avrete una scioltezza tale che riconoscerete non essere opera vostra, e che in realtà è lo Spirito Santo a formare il discorso in una lingua che non conoscete.

 

Come si fa a crescere nel dono delle lingue?

La cosa principale è la pratica. Possiamo pregare in lingue quando guidiamo la macchina o facciamo una passeggiata, seduti in chiesa o facendo la doccia. È un modo grandioso di “pregare di continuo” (1 Tess 5,17) oppure di: “pregare sempre nello Spirito” (Ef 6,18). Quando preghiamo in lingue è lo Spirito Santo che prega attraverso di noi (Rom 8,26-27; 1 Cor 14:2), è quindi un modo eccellente di essere in comunione con il Signore. Un’altra cosa che ci aiuta nell’esercizio di questo dono è pregare regolarmente con altri che esercitano i doni dello Spirito.

Quando vi trovate a dover affrontare qualche sfida in un ministero o nella famiglia, intercedete per quella cosa pregando in lingue. Quando cercate la guida del Signore, intercedete in lingue e poi ascoltate ciò che lo Spirito vuole dirvi. Cercate di cantare nello Spirito, lasciando che sia il Signore a suggerirvi la melodia così come le parole. Chiedete al Signore di darvi l’interpretazione di ciò per cui avete pregato in lingue. Magari alternate la preghiera in lingue e la preghiera nella vostra lingua, lasciando che lo Spirito guidi le parole in entrambe. Chiedete al Signore di darvi la possibilità di pregare in altre lingue e lasciate poi che lo Spirito le esprima attraverso di voi.

Signore, aiutaci ad aprirci a tutti i tuoi doni e a diventare figli e figlie docili, strumenti musicali attraverso i quali potrai suonare le note che tu stesso sceglierai.