Domande e risposte

Commissione dottrinale – International Catholic Charismatic Renewal Services

Anno 2013

 

Cos’è una preghiera di purificazione? È necessaria dopo aver pregato per qualcuno per la guarigione o liberazione? Se non si fa, si è esposti a disturbi come emicrania, dolori o insonnia?

Una preghiera di purificazione, normalmente, è una preghiera per quei ministri che hanno pregato per liberarli da eventuali influenze di qualche spirito cattivo che può aver attaccato la persona durante il ministero.

La prima cosa da ricordare è che la preghiera e la fede sono essenziali al ministero; ma una specifica preghiera di purificazione, no.

Preghiamo prima e durante il ministero, umiliandoci davanti al Signore chiedendo ciò di cui abbiamo bisogno. Rendiamo grazie e lode a Colui che è il liberatore e preghiamo per una maggiore unzione, una fede più profonda, l’umiltà, e per la liberazione dei prigionieri.

Richiamiamo alla mente anche la nostra fede, ricordando la verità: Cristo è in noi (Col 1,27), abbiamo l’autorità dei figli di Dio (Gv 1,12), ci è stata data la fede per spegnere tutti i dardi infuocati del maligno (Ef 6,16), se egli ci invia, nulla ci potrà danneggiare (Lc 10,19), e il Signore ci rafforzerà e ci custodirà dal maligno (2 Tess 3, 3)

La preghiera esprime la fede, approfondisce la fede e libera il potere della fede. La preghiera può vincere la paura, che è il contrario della fede. Dobbiamo chiederci, la persona che sta alzata tutta la notte a pregare con ansia, sta pregando davvero …oppure si sta solo preoccupando perché le si chiudono gli occhi?

 

Un buon punto per cominciare

Dopo la sessione di preghiera, è bene seguire cosa insegna Gesù in Luca 10,17-20:

“I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: ‘Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome’. Egli disse loro: ‘Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli’”.

La nostra prima risposta dovrebbe essere tornare a Gesù rallegrandoci e partecipare al suo diletto e gioia. Umiliandoci nella lode e gratitudine per il privilegio di partecipare al suo ministero, ricordiamo che il nostro successo è tutto grazia sua. Ha promesso: “Nulla vi potrà danneggiare”. Non dovremmo prestare troppa attenzione al diavolo o preoccuparci per le opere del nemico. Né dovremmo intimorirci per la manifestazione del male nella vita di una persona. Questo può dare un vantaggio al nemico. Dovremmo piuttosto tenere gli occhi fissi su Gesù e sulla sua opera di redenzione.

Possiamo avere una maggior vulnerabilità di fronte al nemico se la persona per cui abbiamo pregato non ha sperimentato sollievo, o se il male era stato manifestato e in qualche modo è penetrato nei nostri pensieri attraverso una parola, un’emozione o immagini. Possiamo essere vulnerabili anche se la sessione ha suscitato un ricordo doloroso che non è stato purificato. Per restarci attaccato, uno spirito cattivo deve avere un appiglio in noi.

Se questo accade, resistete alla paura, al dubbio e all’incredulità, e considerate questa come la vostra opportunità per crescere. Pregate con gli altri ed entrate alla presenza del Signore. Rinunciate a menzogne, dubbio e incredulità. Potete voler usare la vostra preghiera di purificazione preferita perché vi aiuti ad entrare nella sua gioia.

Resistete alla tentazione di aspettarvi qualche tipo di rappresaglia da parte del nemico. Quando ci si arrampica sulle montagne, al di sopra di una certa altezza i serpenti non vanno. Tutti dovremmo crescere a quell’altezza della fede dove il nemico non può più infastidirci come faceva quando abbiamo iniziato.

 

Valutate la preghiera

Quando facciamo una preghiera di purificazione sviluppata da un altro ministero, di quando in quando dovremmo valutare per vedere se riflette la fede che ci è stata data e se si adatta al ministero che stiamo svolgendo. Una preghiera di purificazione che esprime la vostra fede e vi avvicina a Dio può essere di grande aiuto. Non dovreste, al contrario, fare preghiere di purificazione per legalismo o superstizione, pensando che se non fate quella precisa preghiera accadrà qualcosa di male.

 

Battaglia spirituale

La battaglia spirituale è una condizione normale della vita cristiana. Fa parte del vivere nel regno qui sulla terra. Gli attacchi spirituali comprendono qualsiasi cosa, dalla tentazione alle prove quotidiane di vivere in un mondo caduto, a un periodo più intenso di attacco sulla vostra identità e benessere. In questi tempi, ricordate che Dio è sempre buono.

Tuttavia, non tutte le prove vengono dal nemico. Lottiamo contro la nostra natura caduta e contro le pressioni naturali provenienti dal mondo. Talvolta, quello che avvertiamo come attacco del nemico in realtà è una prova da Dio (vedi Dt 8,2). Il Signore ci ha liberati e vuole smascherare qualsiasi lieve ritorno all’idolatria del confidare nelle nostre forze personali.

Gesù, ovviamente, è il nostro vero modello. Fu tentato ed ebbe certamente delle prove, ma per queste non dette mai la colpa al diavolo né si focalizzò sul nemico. Si centrò sulla volontà del Padre e ignorò il nemico (continuò a dormire nella barca), resistette alla tentazione del nemico (citò le Scritture), oppure rimproverò il nemico (nel deserto e in Pietro) mentre si arrendeva alla volontà di Dio. Ogni giorno si confidava con suo Padre, e mentre proclamava il regno, lo promuoveva cacciando gli spiriti. Nella sua passione, nell’obbedienza Gesù assunse su di sé i peccati del mondo e sperimentò tutto il peso del male entrato in noi attraverso il peccato. Confidò nel Padre in ogni cosa. I nostri atteggiamenti devono essere gli stessi dei suoi.