Fratelli e sorelle, mentre giungiamo alla fine di questo anno liturgico, iniziamo l’Avvento e poi il Natale, aprendo i nostri cuori, le nostre menti e le nostre vite più profondamente allo Spirito Santo che fa che si che Cristo sia più vivo in ciascuno di noi.

Nell’Annunciazione, l’angelo Gabriele presenta il piano di Dio a Maria, invitandola a rispondere. L’angelo pronuncia le parole che Gesù userà dopo la sua risurrezione: «Non temere». Quando Maria ascolta l’annuncio dell’angelo, invece di chiedergli perché sia stata scelta lei, o se forse non fosse meglio scegliere qualcun altro, risponde: «Come può essere…?» Queste parole rivelano qualcosa di molto più profondo. Lei chiede all’angelo di mostrarle la via affinché questo possa avvenire e lei possa compiere la volontà di Dio. Maria è così disposta a servire Dio che la sua risposta è solo … sapere farlo. La decisione nella sua vita di abbracciare la volontà di Dio, l’aveva già presa. Ora lo dimostra.

Dorothy Day, era un’atea che ebbe una profonda conversione, divenne cattolica ed avviò un apostolato che si prende cura dei lavoratori e dei poveri, il movimento Catholic Worker. Una volta disse: «È inutile dire che siamo nati duemila anni troppo tardi per fare spazio a Cristo. Cristo è sempre con noi e chiede sempre spazio nei nostri cuori». Possiamo sempre fare più spazio a Cristo nella nostra vita.

Durante l’Avvento e il Natale celebriamo la venuta di Cristo in tre modi. In primo luogo, la sua venuta duemila anni fa, per riconciliarci con il Padre. In secondo luogo, la sua venuta alla fine dei tempi, quando completerà la trasformazione di tutta la creazione in un nuovo cielo ed una nuova terra. In terzo luogo, la sua venuta ora – più profondamente- nei nostri cuori, nelle nostre menti e nelle nostre vite. Come lo Spirito di Dio aleggiò sulle acque al momento della creazione ed il Padre pronunciò il logos che portò alla prima creazione, così il Padre pronuncia Cristo nelle nostre vite e ci dona lo Spirito Santo nella nuova creazione.

Nel Signore, c’è sempre qualcosa in più perché Egli è infinito. Non potremo mai esaurire l’amore, la misericordia, il perdono o la nuova vita che Egli ci offre come doni. Nel celebrare il Natale, possiamo noi vedere oltre i doni e guardare al Donatore dei doni più grandi.

Quando celebreremo la venuta di Cristo a Natale, possa egli trovare uno spazio maggiore nei nostri cuori, nelle nostre menti e nelle nostre vite … pronto ed in attesa di Lui.

Peter Smith

Vescovo ausiliare di Portland, Oregon
e Assistente Ecclesiastico di CHARIS

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